La ‘nduja: l’insaccato calabrese per eccellenza

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La ‘nduja è ormai considerato il simbolo della Calabria gastronomica. Famosa in tutto il mondo – grazie soprattutto a chef di fama internazionale che ne hanno fatto un punto di forza di piatti da ristorante stellato – questo insaccato dal sapore deciso ha avuto origine in epoca napoleonica, quando la regione era occupata dalle truppe dell’imperatore corso. Secondo altri studiosi, potrebbe essere di origine spagnola: gli iberici dominarono il territorio per secoli.

Una certezza è data dal nome, che deriva dal francese andouille, termine con cui i cittadini d’oltralpe indicano la trippa, costituita dalle parti meno nobili del maiale. L’antica tradizione legata al peperoncino ha poi unito le due componenti dando vita a un prodotto eccezionale, utilizzato oggi nei modi più disparati.

L’insaccato si consuma generalmente spalmandolo su una bruschetta calda, sulla pizza, sulla pasta, unito al pomodoro. A Tropea si è arrivati persino a creare un gelato alla ’nduja.

Oggi, l’area di maggiore produzione è quella del comprensorio del Monte Poro, in particolare la cittadina di Spilinga. Considerata la patria del salume piccante, il piccolo centro vanta una tradizione secolare, tanto da ospitare annualmente la Sagra della ‘Nduja. Sin dal 1975, l’8 agosto di ogni anno, le strade di Spilinga si colorano di rosso piccante per regalare ai visitatori un assaggio della proverbiale ospitalità calabrese e una serata all’insegna della genuinità gastronomica.